Journal: Roberto Scarpetti at Mousson d’Eté

We publish the journal written by Roberto Scarpetti, one of the authors guest at Mousson d’Eté (Pont à Mousson, 21st-27th August 2015) with his text “Viva l’Italia (Le morti di Fausto e Iaio)”

Una lista per la Mousson

Fine agosto. 2014.
Sono in Francia, a Vendôme, e sto finendo di scrivere un testo commissionato dal
Teatro di Roma. La consegna è vicina, è prevista per la fine del mese.
La storia che ho scelto di raccontare è tratta da un fatto di cronaca. L’omicidio, futile
e irrazionale, di un’infermiera romena di 32 anni, avvenuto in una stazione della
metropolitana di Roma, per mano (o meglio per pugno) di un ventenne romano.
Scompongo la narrazione. Ricostruisco le scene del litigio che portano all’omicidio.
Scrivo la confessione dell’assassino e tre monologhi della vittima, che in realtà non
sono monologhi, ma sono ricordi in forma di lista.
La pièce comincia proprio con una di queste liste. Cioè così:
LEI:
Lista di cose da fare per non sentirti sola:
– Dipingere fiori su una parete.
– Raccogliere more nel bosco.
– Non ascoltare più gli insulti della gente.
– Trovare di nuovo il sole sulla tua strada.
– Avere sempre il sorriso sulle labbra.
– Cambiare mentalità.
– Rivedere in ogni vecchio tutti i vecchi che hai conosciuto in passato.
– Tornare a casa con la luce della resurrezione.
– Innamorarti ancora del ragazzo che ti ha fatto innamorare a 16 anni.
– Dormire e sognare di dormire e sognare di dormire e sognare di svegliarti e
non essere più sola.

Fine agosto. 2015.
Sono in Francia, a Pont-a-Mousson. A un festival, La Mousson d’Été.
Si svolge tutto all’interno di un’imponente abbazia del ‘700, l’Abbaye de Prémontrés.
Sorge sulle rive della Mosella, appena fuori dal centro del paese, e in questi giorni
sembra abitata unicamente dai partecipanti al festival, attori, registi, autori, studenti
dell’Université d’Été. Una sorta di popolo della Mousson… Una piccola comunità che,
in pochi giorni, comincia a conoscersi, a scambiarsi opinioni, idee, impressioni.
Dovrei anche un po’ lavorare, ma mi posso permettere di staccare per qualche giorno
e immergermi nell’atmosfera festivaliera.
Però sono di nuovo in Francia, forse dovrei scrivere una lista…
Ma la lista che scrivo quest’anno, non è la lista di un personaggio, reale o di finzione
che sia. È una lista per me.
E cioè…
Lista di miei momenti indimenticabili a La Mousson d’Été 2015:
– Ascoltare dolci parole arabe e francesi, come echi di secoli, persi nel suono di
una chitarra elettrica.
– Assistere per la prima volta alle prove di un mio testo tradotto in francese e
confrontarmi con la regista e gli attori.
– Una donna che decolla per lo spazio più remoto dal Parquet de Bal (o dal
salotto di casa sua…).
– Litigare con Aziyadé per un’intervista che proprio non riesce.
– Un coro spezzato, come parole distanti che compongono un disastro
umanitario.
– L’incontro su Viva l’Italia con gli studenti dell’Université d’Été, le loro
domande e la loro attenzione.
– Fuggire dall’abbazia dopo cena per un drink con Christine e Davide e trovare
Pont-a-Mousson deserta come se fosse sotto coprifuoco.
– Entrare nella testa, nei pensieri, nelle emozioni, nei sogni e nelle delusioni di
una prostituta magrebina.
– Prendere il sole, sotto un cielo in cui si rincorrono nuvole bianche, sul prato di
fronte all’Amphithéâtre, alle 3 del pomeriggio.
– Bere, ridere, scherzare, discutere, commentare la lettura finale del festival e
salutare tutte le persone che ho conosciuto al Pot de Clôture au bord de la
Moselle, che scorre placida e silenziosa, illuminata dagli ultimi raggi del sole.
Roberto Scarpetti

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