Alessandra Di Lernia

La pagina prima della scena, la pagina con la scena sono insieme per me abbraccio teso e affermazione di libertà formale, sono speranza di intervento intellettuale, dunque politico. Nei miei testi parla sempre la bambina bulimica di storia e la giovane che credeva nel cambiamento e la ricercatrice interessata alle costruzioni identitarie e di immaginari. Storia e immaginari perimetrano i miei testi: dentro le voci intime. Il mondo interno dell’esterno dell’interno, ben diceva Peter Handke.

Fabulamundi involved Alessandra Di Lernia in activities in Rome.

Alessandra Di Lernia è stata dottore di ricerca in Civiltà arabo-islamica. Cambia poi il proprio percorso radicalmente dedicandosi al teatro, come attrice, autrice, formatrice. Scrive i testi col tempo, Il retro dei giornidel sordo rumore delle dita, trasferiti sulla scena dalla compagnia Clinica Mammut di cui è stata cofondatrice e  che ha codiretto dal 2012 al 2015; co-ideatrice del progetto Melanconie in dedica a Pier Paolo Pasolini (2014), serie di azioni artistiche concepite come riflessioni sul pensiero pasoliniano e di Come essere felici già alle prime note dell’Inno alla gioia di Beethoven (2014), performance sulle sopravvivenze razziste nell’identità italiana di epoca post-coloniale; co-curatrice di P.P.P._melopèa alessandrina (2013), ciclo di eventi artistici e interventi teorici sulla figura di Pasolini. Dal 2011 si dedica all’insegnamento del teatro. Del 2015 il trittico teatrale Attraverso un inverno (Dicembre_I fatti di gennaio e marzo_Il privilegio di febbraio).  È inoltre traduttrice dal francese e dallo spagnolo.

Teatrografia

– Attraverso un inverno (2015), prima presentazione nazionale del testo  Short Theatre, 2016
– del sordo rumore delle dita (2010), prima nazionale Zoom Festival, Teatro Studio Scandicci,  2014
– Il retro dei giorni (2011), finalista e menzione speciale al Premio tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2012, prima nazionale Zoom Festival, Teatro Studio Scandicci, 2013
– col tempo (2012), prima nazionale Zoom Festival, Teatro Studio Scandicci,  2012

ATTRAVERSO UN INVERNO
Qualche mese di inverno.
E prima è un ritorno di una giovane da sua sorella maggiore, nella sua città natale. Di questa giovane, come di tanti altri suoi coetanei, che vivono all’estero. Prima è un dicembre, che è ritorno e insieme sguardo indietro. Fuori, intorno, il tempo grida eventi. E allora è gennaio che ferisce dei primi attentati e di ennesime guerre le coscienze. E allora è anche marzo. C’è poi talora qualche personale accadimento, inezia nella Storia ma violento strappo interno che la Storia la fa lasciare sullo sfondo e il tempo diventa così lento, tutto interno, che pare quasi fermo.

Attraverso un inverno è un trittico teatrale, i cui atti hanno un fuoco contenutistico specifico.  Il primo quadro, Dicembre, parte dal fenomeno odierno dell’emigrazione italiana di un sempre maggior numero di giovani per arrivare a interrogarsi sulle ragioni di una rinuncia politica al cambiamento. Ne I fatti di gennaio e marzo la riflessione muove dalla perdita progressiva del patrimonio artistico vicino-orientale a seguito delle guerre che dilaniano quel territorio e le sue popolazioni dal 2011. Significato del Cultural heritage, amore antico per l’islam originario e, speculare, l’identità occidentale tra responsabilità storiche e ferite contemporanee inferte e patite sono le linee che in questo atto si intrecciano. Nel terzo quadro, Il privilegio di febbraio, da una débâcle lavorativa si precipita in una condizione melanconica, osservata nella sua cura farmacologica.  La Storia resta sullo sfondo, la voce si fa interna, sino a sdoppiarsi. Dicembre si apriva con un personaggio che chiedeva un generico farmaco: ‘Vorrei un farmaco. Sì, un farmaco. Vorrei. Vorbei. Finito. Concluso. Come finito?’ Il pharmacon, torna qui a chiudere il trittico, concreto. Non più sospirata soluzione a un malessere socio-culturale, ma concreto rimedio a una condizione di sofferenza interiore. Dicembre, I fatti di gennaio e marzo, Il privilegio di febbraio – seguono solo parzialmente una linearità temporale.

September 2016

Alessandra Di Lernia has been invited at Short Theatre 11 (Rome) with her text Attraverso un inverno in September 2016.