Daniele Timpano

 

Sono essenzialmente un autore-attore. Scrivo per me stesso, pensando al mio corpo e alla mia voce. Scrivo a tavolino la drammaturgia e la modifico durante il lavoro di costruzione dello spettacolo fino a raggiungere una forma “definitiva” accettabile. Mi pongo costantemente il problema del pubblico. Cerco sempre di scegliere gli argomenti e di impostare delle strategie di scrittura, nell’accostamento di materiali differenti, nell’assunzione di punti di vista spesso contradditori, a volte sgradevoli, quasi mai lineari, in modo da suscitare nello spettatore delle reazioni, sul piano emotivo ma anche politico o intellettuale. Chi è in scena deve prendersi la responsabilità di sapere quello che dice e fa, di conoscere l’argomento di cui parla. Quando scrivo in collaborazione con altri mi pongo lo stesso problema. Nella maggior parte dei miei testi, anche quando non si tratta di monologhi, in scena c’è l’autore, o gli autori, e non dei personaggi.

Daniele Timpano (Roma, 1974) è autore, attore e regista di teatro. Ha scritto e interpretato Teneramente Tattico; Profondo dispari; Oreste da Euripide; caccia ‘L drago da Tolkien; Gli uccisori del chiaro di luna da Marinetti e Majakovskij; Dux in scatola; Ecce robot!, ispirato a Go Nagai; Risorgimento pop (scritto con Marco Andreoli); Sì l’ammore no (scritto con Elvira Frosini); Aldo morto. Due suoi testi, Dux in scatola e Risorgimento pop, sono stati tradotti e presentati a Parigi per “Face à face” 2011; insieme ad Aldo Morto, compongono una trilogia pubblicata da Titivillus nel 2012 con il titolo “Storia Cadaverica d’Italia”. Nel 2013 ha realizzato con il Teatro dell’Orologio di Roma, Kataklisma, Fondazione Romaeuropa, il progetto “Aldo morto 54”. http://danieletimpano.blogspot.com

Teatrografia

2013 / ALDO MORTO 54 / 54 giorni di reclusione, drammaturgia di Daniele Timpano e Elvira Frosini, progetto speciale costruito a partire dallo spettacolo “Aldo morto / tragedia” di D. Timpano e realizzato in collaborazione con il Teatro dell’Orologio di Roma, Kataklisma, Fondazione Romaeuropa; 54 giorni di repliche dello spettacolo Aldo morto e 54 giorni di autoreclusione dell’autore-attore in streaming sul sito www.aldomorto54.it in una cella ricostruita appositamente in un teatro; vincitore del Premio “Nico Garrone” 2013 come progetto speciale.
2013 / Zombitudine, di Elvira Frosini e Daniele Timpano
2011 / Aldo morto / Tragedia, prima rappresentazione: 13 aprile 2012, Teatro Palladium, Roma; pubblicazione: in Storia cadaverica d’Italia, Titivillus (2012); segnalazione premio IN-BOX 2012, vincitore Premio RETE CRITICA 2012, finalista PREMIO UBU 2012 come “migliore novità italiana o ricerca drammaturgica.
2009 / Sì l’ammore no, drammaturgia di Elvira Frosini e Daniele Timpano; prima rappresentazione: settembre 2009, Teatro India, Roma; finalista al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2008.
2009 / Risorgimento pop / Memorie e amnesie conferite ad una gamba, drammaturgia di Marco Andreoli e Daniele Timpano; prima rappresentazione: giugno 2009, XII Festival “Primavera dei teatri”, Castrovillari (Cosenza); pubblicazione: in Storia cadaverica d’Italia, Titivillus (2012).
2007 / Ecce robot! Cronaca di un’invasione, prima rappresentazione: luglio 2007, Festival Inequilibrio, Castiglioncello (Livorno); pubblicazione: in Senza corpo – voci dalla nuova scena italiana a cura di Debora Pietrobono , Minimum Fax (2009).
2006 / Dux in scatola / Autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito, prima rappresentazione: gennaio 2006, La Città del Teatro, Cascina (Pisa); pubblicazione: Coniglio Editore (2006), Hystrio (2008) e in Storia cadaverica d’Italia, Titivillus (2012); finalista “Premio Scenario” 2005; finalista Premio Vertigine nel 2010.
2005 / Gli uccisori del chiaro di luna / Cantata non intonata per F. T. Marinetti e V. Majakovskij, prima rappresentazione: ottobre 2005, Ubu settete! Fiera di alterità teatrali, IV edizione, RialtoSantambrogio, Roma
2003 / Caccia ‘L drago / Fabula in musica, prima rappresentazione: ottobre 2003, Ubu settete! Fiera di alterità teatrali, II edizione, Villa Lazzaroni, Roma; spettacolo vincitore Premio “Le voci dell’anima – incontri teatrali” di Rimini nel 2005.
2001 / Oreste, prima rappresentazione: maggio 2001; Il Cantiere, Roma.
2001 / Per amarti meglio. 2000 / Profondo dispari, prima rappresentazione: maggio 2000, Teatro Blackgull, Roma; premio speciale come migliore attore a D. Timpano III edizione Premio “Contrari al lungo” 2003
1999 / Teneramente Tattico, prima rappresentazione: ottobre 1999, Teatro dei Contrari, Roma; menzione speciale II edizione Premio “Contrari al lungo” 1999; premio come migliore attrice non protagonista a F. La scala Rassegna “Schegge d’autore” 2003
1998 / Storie di un Cirano di pezza, prima rappresentazione: ottobre 1998, Teatro Duse, Roma.

 

– Estratto da ALDO MORTO –

Scena 17. Epilogo. Martirio e lacrime

Prendo il microfono gelato e lo tengo stretto tra le mani, quasi nascosto dietro le mie dita, intrecciate come per una preghiera. La scena che segue è amplificata. La voce ridotta quasi ad un sospiro.

Arrivano. Sono cattivi e sono tanti. Sono rossi. Sono brutti. Sono nani ed hanno i baffi. Arrivano i bierristi rossi. Gli piombano addosso. Gli strappano le carni con gli uncini e le membra a pezzo a pezzo ma quello si rimette i pezzi a posto, super Santos Aldo, e anzi gli tira un pezzo della carne sua divelta in faccia, ai nani rossi, dai maniglioni dell’amore (capite? Riceve odio e dona amore!); poi lo prendono e lo fanno stendere sulla ruota, lo cospargono di olio di colza e lo incendiano ma non serve a nulla, invece di Aldo Moro muoiono 1500 uomini; poi gli legano un macigno al collo e l’affogano nel Tiber ma Super Santos Aldo non si affoga perché lo salva San Michele Arcangelo per ordine di Paolo VI; allora lo decapitano ma la testa (di) cazzo non si stacca; allora chiedono a Dio, implorano “ammazzacelo” e scende Dio in prima persona (di tre persone che Dio è) o meglio qualcuno travestito da Dio, uno convincente, uno con la barba bianca finta – Aldo comunque ci rimane male a vedere Dio a martirizzarlo e si deprime e quasi stavolta ce la fanno a ucciderlo perché non sa se chiedere aiuto a Dio, vedendo Dio che cerca di ucciderlo”– e il vecchio finto Dio ordina che Aldo nudo sia incassato, no incullato (con due elle) in una culla di pece e resina ardente che le Bierre portano a spasso per la città strillando “Ecce Moro! Ecce Moro” in cerca di una statua di Lenìn o di Gramschic ma alla fine si accontentano di Mazzini al Circo Massimo e gli dicono “chiedi perdono al Dio vivente e pentiti del compromesso storico” ma Aldo butta giù la statua con un soffio e Dio muore di spavento, o comunque ha un attacco cardiaco e lo portano via da questa storia; allora lo rinchiudono 8 ore in una fornace sulla Cassia dove cuociono i mattoni ma Aldo non si scuoce e canta ore e ore insieme agli angeli nel forno “O bianco fiore, simbol d’amore”; poi prendono dei serpenti velenosi da un compagno serparo d’Abruzzo ma i serpenti si ribellano e ammazzano il serparo e Aldo dice mi dispiace perché la violenza non gli piace; poi gli tagliano le mammelle dal petto ma sgorga latte anziché sangue e glie le ricuciono di fretta, oh mamma mamma che paura; poveri bierristi nani e rossi, che spavento; ma Aldo è vivo e parla parla parla parla, parla ancora, ha parlato tutto il tempo e ora i nani han perso la pazienza, gli tagliano la lingua ma quella pure parla, parla, parla ancora, continua a parlare anche divelta, anzi, il moncone della lingua fa un saltello e ferocemente acceca quattro nani; poi chiamano il reparto arcieri bierrista e scagliano due frecce al cuore e una in un fianco ma non muore ma non muore Super Santos Aldo, no, non muore.

Alla fine, spossati e esasperati, timorosi di essere scoperti, lo portano in garage e lì c’è lei: la Renault 4 rossa. “La liberiamo, Signor presidente. La riportiamo a casa”. “Oh, che bello! Grazie! Grazie!”. ”Prego, si accomodi, Signor Presidente”. Papapà. Papà. Papà. Ah! Moro! Oh, “Giustizia” è fatta! In una Renault 4 rossa. Marzo, aprile, maggio. Battaglia conclusa. In una Renault 4. In una R4. R4: rapito e affondato. Vittoria. Libertas. Libertas. Libertas.