magdalena barile

 

Nella mia esperienza, diversamente dalla scrittura televisiva e da quella cinematografica, la scrittura teatrale è un processo più intimo e, per me, estremamente seducente. Ciò accade perché è creata pensando soprattutto ai corpi, ai corpi di chi sta dentro e fuori scena. Nella scelta di un territorio minoritario e non necessariamente votato alle logiche commerciali  la drammaturgia è già di per sé un gesto politico: l’occupazione di luoghi mentali e non,  il disegno e la ricerca  di parole e azioni tutte sottese alla possibilità di uno scambio reale, di una corrispondenza fra chi il teatro lo fa e chi lo fruisce. In scena come nella vita, le cose accadono  continuamente : al drammaturgo non resta che decidere di volta in volta se allearsi con la realtà o la finzione per raccontare nuove storie che nei casi migliori somiglieranno alla vita.

Fabulamundi involved Magdalena Barile in activities in Berlin and Barcelona.

Magdalena Barile nasce il 19 Novembre 1978. Dopo la maturità classica e un soggiorno di studio di un anno a Londra, si diploma nel 2001 all’Accademia D’Arte Drammatica Paolo Grassi nel corso di scrittura drammaturgica. Vive a Milano dove da anni lavora come autrice televisiva per la RSI Televisione Svizzera Italiana e collabora alla scrittura di diversi programmi di drama e comedy per la televisione italiana. Come autrice teatrale scrive diversi testi originali e collabora come autrice e dramaturg per diverse compagnie – fra cui Accademia degli Artefatti (Roma) e Animanera (Milano) – accomunate da percorsi di ricerca sulla drammaturgia contemporanea. È docente di drammaturgia all’Accademia Paolo Grassi e presso la Scuola Holden di Torino.

Teatrografia

2015 / La Moda e la Morte.
2015 / Il Migliore dei mondi possibili, debutta al festival di Castiglioncello
2015 / Barbablù 2.0, debutta al Teatro di Chiasso (CH).
2015 /Light Killer, debutta al Piccolo teatro studio Melato, Milano, gennaio 2015
2014  / Lightkiller, traduzione inglese del testo Lait, debutta all’International Fringe festival di Edinburgo
2014 / Non ho niente da mettermi.
2013 / Intimacy, nelle stanze degli altri, prima rappresentazione:  maggio 2013, Crt Milano.
2012 /The protester, prima rappresentazione: ottobre 2012, Teatro Argentina di Roma, nell’ambito di “Wake Up! bagliori dalla primavera araba”.
2012 / Il lupo mannaro, dal Satyricon di Petronio, prima rappresentazione: luglio 2012, cortile del Museo del Bargello, Firenze.
2012 / Senza Famiglia, prima rappresentazione: gennaio 2012, CRT Salone, Milano.
2011 / Piccoli Pezzi (poco complessi), prima rappresentazione: febbraio 2011, CRT Salone, Milano.
2011/Un altro Amleto, prima rappresentazione: luglio 2011, Festival Armunia di Castiglioncello; testo finalista al premio Hystrio scritture di scena under 35.
2011 / 3D, prima rappresentazione: settembre 2011, Festival connections, Teatro Litta, Milano.
2010/One Day, finalmente vivere servirà a qualcosa, pubblicazione Titivillus (2010).
2010/ Fine Famiglia, prima rappresentazione: maggio 2010,  spazio PIM, Milano.
2009 / Lait, prima rappresentazione: maggio 2009.
2009/ Piombo, prima rappresentazione: novembre 2009, spazio PIM, Milano.
2008 / In Tumulto, prima rappresentazione: maggio 2008, Festival di Gioia del Colle.
2006 / Manuel & Miranda, prima rappresentazione: giugno 2006, Sala Cavallerizza del Teatro Litta, Milano.

LAIT O DELLE POTENZIALITÀ LUMINOSE DEL CORPO UMANO
Mikail e Calda, giovani e disperati, vengono reclutati dal Greco, fantomatico artista che crea istallazioni luminose, per brillare per lui. In cambio della loro luce sperano di ottenere fama e bellezza, sperano di diventare opere d’arte. La scissione fra corpo e luce, specialità del Greco non manca però di inquietanti effetti collaterali. Lait è la storia di un patto faustiano, un esperimento artistico che racconta di un altro esperimento artistico e delle sue estreme conseguenze.

Personaggi:
Mikail
Calda
Light Killer 1
Light Killer 2

Ruoli:
I due light killers possono essere interpretati dagli stessi attori che interpretano Mikail e Calda.

– Estratto di Lait o delle potenzialità luminose del corpo umano –

I – Del Brillare da soli.

Nella stanza di Mikail.
Allo specchio.

MIKAIL
Ho incontrato il Greco la prima volta in aeroporto.
Davanti a un distributore automatico di bibite, da una coca light siamo finiti a parlare di luce.
Il Greco è un artista.
Mi aveva già notato al check in, quando, dice, mi sono illuminato avanzando verso il rullo dei bagagli.
All’epoca sapevo già di avere un alto potenziale luminoso… ma così… verso il rullo, non so.
Sarà stato perché amo gli aeroporti. Forse ero contento di partire.
O magari il contrario, che invece un po’ mi spiaceva andare via.
Il Greco mi chiede se sono in controllo della mia luce.
Mi tengo sul vago: un po’… forse…  la mattina…
Il Greco vuole fare una prova, lì, al duty free.
Ma sono le cinque di pomeriggio, non funzionerà.
Conto fino a tre, dice, poi tu brilla.
In quella proposta intravedo una possibilità per il futuro.
Ansia da prestazione.
Vorrei chiudermi in bagno a fare un aerosol.
Mi illumino? Dimmelo tu, perché io non mi vedo.
Si girano a guardarmi. Gente da aeroporto.  Turbanti, valigette, beauty case.
Inginocchiatevi! Porto la luce al controllo passaporti.
Mi sembrava… invece no.
Riproviamo domani mattina. Dice il Greco.
Così prendiamo un aereo tutti insieme e arriviamo in questo posto.
Da giorni ci si aspetta che io ricominci a brillare.
Esercizio di illuminazione numero nove.
L’ S.O.S.
Mi lego mani e piedi e mi imbavaglio. Mi metto il più vicino possibile a un pericolo mortale, scelgo io quale, basta che non sia troppo isolato.
Quando il pericolo mi è quasi addosso,
ostacolato come sono,
non potendo né scappare, gesticolare o gridare,
mi sarà istintivo cercare aiuto in altro modo.
E qui dovrei illuminarmi.
Mmm. Difficile questo però…
Qualcosa di più semplice?
Esercizio di illuminazione numero uno.
L’assorbimento.
Restare vicini a una fonte luminosa per più tempo possibile. E basta.
Questo si può fare.
E lo faccio.
Ma niente.
Il Greco mi ha parlato un po’ del suo lavoro.
Le sue istallazioni luminose richiamano molta gente.
Questa volta, mi dice, vuole fare qualcosa tipo la Cappella Sistina, ma più ironico. Alla fine muoiono tutti.
Io sarò quello che porta la luce.
Una teoria di angeli travestiti da compagnia di linea accompagna la mia salita.
Spero di farcela a illuminare, da solo, la volta celeste.
Il Greco ha dato un nome alla mia luce. Malinconia dell’assoluto, la chiama.
Nulla a che fare con la fede o l’amore.
L’assoluto, me l’ha insegnato il Greco, gira a vuoto.
Vivo la mia inquietudine luminosa nell’ansia di sostanze di ogni tipo.
Riempio e svuoto il mio corpo.
Do libero sfogo alla mia tricotillomania: mi tormento i capelli.

II – Del brillare in due.

Stanza di Mikail.
Entra Calda.

MIKAIL
Non si bussa più?

CALDA
Hai brillato! Mi piace la tua luce. Non ci farei una cena romantica con la tua luce, ma un’operazione chirurgica sì.
Potrei quasi accarezzarti le arterie. Fammi…

MIKAIL
Non mi toccare.

CALDA
Lasciami fare.

MIKAIL
Ahhhh – iuto!

CALDA
Oh, ti sei spento.

MIKAIL
Eh, certo! Non dovevi toccarmi.

CALDA
Scusa.

MIKAIL
Siete tutti uguali! Venite qui e cercate di spegnermi.

CALDA
Io no. Io voglio che brilli.

MIKAIL
Ah, si? E chi sei tu?

CALDA
Sono una luminante, come te. Brillo per il Greco, come te.

MIKAIL
Come me?

CALDA
Pensavi di essere il solo qui a fare gli esercizi?
Tu pensavi di essere l’unico!

MIKAIL
Ma no.

CALDA
Non sei l’unico! Siamo tanti!

MIKAIL
Tanti quanti?

CALDA
Tanti come le luci che sono in giardino. Perchè non vieni mai alle passeggiate in giardino?

MIKAIL
Sono allergico a… a… tutto.

CALDA
Peccato. Ci sono anche dei luminanti simpatici.

MIKAIL
Simpatici?!

CALDA
Venerdì sera in tre o quattro ce ne stiamo un po’ al buio nella mia stanza, vuoi venire?

MIKAIL
No.

CALDA
Peccato. Sono tutti così curiosi/

MIKAIL
Di cosa?

CALDA
Sei già qui da un po’ e ci si chiedeva se il Greco ti ha già fatto la proposta…

MIKAIL
Che proposta?

CALDA
Non te l’ha fatta?! Strano che non te l’abbia ancora fatta.
Io ci sto pensando. Forse si, forse no/

MIKAIL
/Forse cosa?

CALDA
Gliela dai la tua luce?

MIKAIL
Se me la chiede.

CALDA
Sei coraggioso. Mi piace! Ecco perché ci ha messo insieme!

MIKAIL
Messo insieme?!

CALDA
Troppo facile brillare per i fatti tuoi. Il Greco ci ordina: proviamo a farlo in due.

MIKAIL
In due? E perché?

CALDA
Due è il numero della luce. Ci vuole un riflettente e un riflettuto.

MIKAIL
E come vuole che brilliamo?

CALDA
Faremo una pietà. Hai presente? Un corpo seduto sotto che sorregge un corpo disteso sopra… Tipo Cristo e la Vergine Maria, ma più proteico, meno marmoreo.

MIKAIL
Una pietà!? Solo una pietà?! Io ero qui per illuminare la volta celeste da solo.

CALDA
Non hanno trovato abbastanza comparse per fare gli angeli.

MIKAIL
E in questa pietà chi starebbe sotto e chi starebbe sopra?

CALDA
Tu sulle mie ginocchia.

MIKAIL
Prima vorrei conoscerti meglio.

CALDA
Oooo! Qui qualcuno si sta innamorando…

MIKAIL
Di chi?

CALDA
Di me.

MIKAIL
E chi?

MIKAIL
Esercizio di illuminazione numero trentuno

La scossa. Separo i fili rossi dai fili blu del cavo elettrico. Poi attorciglio i fili rossi con quelli blu delle mie vene. Mi bagno le dita, mi alliscio il ciuffo e attacco indice e medio alla corrente. Mi prendo la scossa.