Nato a Treviso nel 1994, frequenta il corso di drammaturgia alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Negli anni studia, tra gli altri, con Renata M. Molinari, Renato Gabrielli, Franco Brambilla, Tatiana Olear, Davide Carnevali, Edoardo Erba. Si diploma come autore teatrale nel 2017 con l’allestimento del suo testo Molto Crudele, presso il Teatro Franco Parenti di Milano. Collabora al progetto Metropolis – Terre Promesse (progetto internazionale che vede la partecipazione di 6 enti europei, tra cui la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, grazie al contributo di Europa Creativa) con il testo Effetti Non Personali, messo in scena durante la rassegna, al termine di tutto il ciclo di spettacoli (16 micro-drammi). Il suo testo Nastro 2 è finalista del Premio Riccione – Pier Vittorio Tondelli 2017. Nel 2017 inizia a lavorare con Giampiero Solari in qualità di dramaturg, collaborando alla realizzazione di diversi spettacoli, tra cui l’adattamento drammaturgico di Cavalieri di Aristofane, andato in scena nell’ambito del 54° Festival Nazionale del Teatro Greco di Siracusa, nel giugno 2018. Con la drammaturgia di Saul, progetto diretto da Giovanni Ortoleva selezionato al Bando Registi Under 30, si aggiudica la menzione speciale alla Biennale Teatro 2018.

Buchi Bianchi

Una tavola imbandita, prima di cena, prima di una cena importante, una serata in cui festeggiare. L’attesa per l’arrivo di un figlio che si rivela non essere per davvero il figlio ma un altro ragazzo. Così come il padre (Vater) e la madre (Mum) nel corso della serata non restano i genitori ma cambiano, assieme al ragazzo (Chico), provando a cercare ricordi, sensazioni, un passato comune, costituendo e disgregando un nucleo familiare che non può esistere se non attraverso relazioni che feriscano l’altro. E al termine della notte, che non è ancora il giorno, la polizia ritrova il corpo di un altro ragazzo nel bagagliaio di un’auto. Tutto quello che segue – una chat erotica online e un drammatico incontro in periferia tra due ragazzi – è la ricostruzione di una sostituzione, di un furto di identità, di un omicidio, di una ferita che continua a non rimarginarsi: un taglio che non si chiude mai, perde sangue, sempre alla stessa ora, sempre la stessa notte, tutto si ripete: una tavola imbandita, prima di una cena importante, una cena a cui arriverà un figlio che non è per davvero il figlio. E l’unica cosa che resta è il fango che invade la sala da pranzo e lo trasforma in qualcosa di diverso, un posto dove non si può più mangiare.