Rosalinda Conti

Foto Rosalinda Conti

Rosalinda Conti ha conseguito il master in Drammaturgia e Sceneggiatura presso l’Accademia Silvio d’Amico, diplomandosi con Roberto Cavosi. Studia, tra gli altri, con Dacia Maraini, Lucia Calamaro, Chiara Lagani, Marco Martinelli. Nel 2012 scrive Ma io per te amore mio, selezionato al Roma Fringe Festival. Due suoi lavori (Quando vai via e Le cose che abbiamo perso nel fuoco) sono stati pubblicati in due antologie per la casa editrice Editoria & Spettacolo. Nel 2013 vince una menzione speciale per il miglior monologo all’Offanengo film festival, con Non dimenticar le mie parole, di Riccardo Rabacchi. Nel 2015 il testo The Yellow Brick Road viene segnalato al Premio di drammaturgia Fersen. Sempre nel 2015, entra a far parte del progetto Crisi, laboratorio di drammaturgia a cura di Fausto Paravidino. Nel 2017 collabora con la Compagnia Habitas come dramaturg per lo spettacolo Surgèlami. Nel 2018 collabora alla scrittura Io e Lei,  mockumentary andati in onda su Sky Arte. Nel 2019 il testo Tom viene segnalato al Premio Hystrio – scritture di scena. Da dicembre 2020 collabora con Illoco Teatro come dramaturg per il progetto Catch Me. Nel 2021 è tra la rosa di drammaturghi selezionati per il progetto Abbecedario per il Mondo Nuovo, a cura del Piccolo Teatro di Milano. Sempre nel 2021 il suo ultimo testo, Uccellini, ottiene la segnalazione Fabulamundi – Beyond Borders? al Premio Hystrio – scritture di scena.

Uccellini (2020-2021)

In una cadente casa nel bosco, un tempo luogo di vacanza per fresche e avventurose estati, ha luogo un’involontaria riunione di famiglia, o di quello che di una famiglia è rimasto.
Qualche mese dopo la morte di Matilde -studiosa di volatili e ultima abitante della casa d’infanzia- il fratello maggiore Michele va per un paio di giorni nella casa con la sua nuova fidanzata Sara, che compie gli anni il giorno dopo. Il motivo per cui Michele decida di festeggiare un compleanno in una casa piena di uccelli impagliati e che ospita più morti che vivi, è oscuro probabilmente anche a se stesso.
Poco dopo l’arrivo, i due si rendono conto che la casa è abitata da Mario, fratello minore di Michele e gemello di Matilde, che si è trasferito lì poco dopo la morte di Matilde. I motivi per cui abbia deciso di vivere in una casa piena di uccelli impagliati e che ospita più morti che vivi sono molteplici, primo tra tutti scrivere.
Uccellini parla di uccelli vivi e morti, fantasmi reali e immaginari, amati e odiati fratelli. E parla di alcune cose che ci fanno molta paura.

 

Tom (2018)

Da circa due anni, Leo e Tom condividono un rapporto fatto di affettuoso silenzio e cure reciproche. Leo è un giovane uomo piuttosto introverso, Tom un gatto nero con una macchia bianca sul petto, randagio addomesticato con pazienza.
L’improvvisa necessità di trovare un nuovo umano per il suo amato gatto, spinge Leo a riprendere i contatti con Jo e Anna, inseparabili amici di adolescenza e successivamente persi di vista a causa delle vicissitudini, come di frequente ci accade.
Il racconto si svolge in un’unica giornata nella veranda della casa al mare di Leo, luogo dell’anima e dell’infanzia, “una casa che ha visto molti pomeriggi assolati e molte retine con colorati giochi da spiaggia e che ora sembra l’ultima casa rimasta nel mondo”.
Durante il tempo dello spettacolo, i tre amici cercano somiglianze e differenze tra come erano e come sono, evocano dinamiche del passato e creano dinamiche del presente, si arrabbiano e ridono come adolescenti, in un’atmosfera di affetto e protezione ritrovati.
Due elementi fanno da contrappunto all’azione di ritrovarsi e riscoprisi dei tre amici: i flussi di coscienza di Tom, costantemente in contatto con tutto quello che accade al suo corpo e all’ambiente, e le incursioni di Alex, giovane ragazzo sulla soglia sia dell’età adulta che di un imminente viaggio, indeciso se oltrepassarla -la soglia- oppure no.