
“La scrittura per il teatro non è un esercizio di scrittura ed è per questo che i critici letterari non la tengono in considerazione. Piuttosto, è un parlare dentro di te, delle voci che poi traduci in scrittura. In questo senso è qualcosa di più e contemporaneamente qualcosa di meno della scrittura. E, una volta in scena, la scrittura drammaturgica ti restituisce molto di te stesso.” Antonio Tarantino
Fabulamundi involved Antonio Tarantino in activities in Berlin.
Bolzano, 1938
Antonio Tarantino nasce come pittore e approda nel mondo del teatro solo nel 1993 quando si aggiudica il Premio Riccione con Stabat Mater e La passione secondo Giovanni. Segue in quello stesso anno Il vespro della Beata Vergine che, assieme a Lustrini, compone con le prime pièce d’esordio le Quattro opere profane – “tetralogia della cura” d’ispirazione classico-religiosa – tutte messe in scena dal regista franco-tunisino Chérif nel corso degli anni Novanta.
Il Premio di Produzione per la vittoria del 44° Premio Riccione nel 1997 consente la realizzazione scenica di Materiali per una tragedia tedesca, affresco sarcastico ed efferato sulla Germania degli anni di piombo, presentato in prima assoluta nel 2000 al Piccolo Teatro di Milano e vincitore del Premio Ubu nello stesso anno. Guardano al terrorismo e al conflitto arabo-israeliano le pièce La pace e La casa di Ramallah (entrambe del 2002) che, insieme a Stranieri (2009), evidenziano la stretta correlazione tra sfera privata e Storia condivisa. Dedicate alla figura di Antonio Gramsci sono invece Nel mondo grande e terribile (2008) e Gramsci a Turi (2009), cui seguono la rivisitazione di Medea (2011) e i monologhi Cara Medea e Piccola Antigone (2012).
Teatrografia
1993/Stabat Mater
1993/La passione secondo Giovanni
1993/Vespro della beata vergine
1999/2000/Materiali per una tragedia tedesca
2002/La pace
2002/La casa di Ramallah
2008/Nel mondo grande e terribile
2009/Gramsci a Turi
2009/Stranieri
2011/Trittico
2011/Medea
2012/Cara Medea
2012/Piccola Antigone
Materiali per una tragedia tedesca
Il testo “Materiali per una tragedia tedesca” prende le mosse dai fatti di cronaca del cosiddetto “Scandalo della Germania d’autunno”: le imprese del gruppo Baader-Meinhof, il rapimento e l’uccisione di Schleyer, boss degli industriali, il dirottamento di un aereo Lufthansa a Mogadiscio da parte dei fedayn, la violenta repressione del governo di Schmidt con la strage dei dirottamenti e il “suicidio di stato” dei terroristi tedeschi nella prigione di Stammheim.
Un momento oscuro di gravissima crisi politica, vissuto da un paese in piena crisi d’identità, viene ricreato col taglio dei grandi classici in un linguaggio basso che gioca comicamente sulle tecniche del varietà con geniali giochi di parole, mobilitando la gente comune in un viaggio tra i continenti che si prolunga al di là dei confini della vita.



