Nato a Treviso il 16 Marzo 1994. Dopo gli studi classici presso il Liceo Ginnasio Antonio Canova si trasferisce a Milano dove viene ammesso alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Si diploma come autore teatrale nel 2017 con lo spettacolo Molto Crudele in scena al Teatro Franco Parenti. Inizia subito a lavorare come dramaturgo con Giampiero Solari curando, tra gli altri, l’adattamento di Cavalieri di Aristofane per il 54° Festival del Teatro Greco di Siracusa (produzione Inda). Il suo testo Nastro 2 è finalista del Premio Riccione – Pier Vittorio Tondelli 2017. Dopo aver vinto la menzione speciale nell’edizione 2018, debutta in Biennale Teatro 2019, al Teatro Piccolo Arsenale, con la drammaturgia di Saul per la regia di Giovanni Ortoleva (produzione Teatro della Tosse / Teatro i). Con i suoi lavori partecipa a rassegne e festival come Metropolis – Terre Promesse, Situazione Drammatica e Tramedautore. Con il suo testo Una Vera Tragedia, di cui cura la regia insieme ad Alessandro Bandini, è vincitore del Premio Scenario 2019. Lo spettacolo viene presentato in anteprima a Novembre dello stesso anno al Teatro Munari di Milano, per poi essere presentato al 25° Festival delle Colline Torinesi (produzione LAC Lugano Arte e Cultura). Dal 2019 inizia a collaborare come autore con Carmelo Rifici.

Buchi Bianchi

Una tavola imbandita, prima di cena, prima di una cena importante, una serata in cui festeggiare. L’attesa per l’arrivo di un figlio che si rivela non essere per davvero il figlio ma un altro ragazzo. Così come il padre (Vater) e la madre (Mum) nel corso della serata non restano i genitori ma cambiano, assieme al ragazzo (Chico), provando a cercare ricordi, sensazioni, un passato comune, costituendo e disgregando un nucleo familiare che non può esistere se non attraverso relazioni che feriscano l’altro. E al termine della notte, che non è ancora il giorno, la polizia ritrova il corpo di un altro ragazzo nel bagagliaio di un’auto. Tutto quello che segue – una chat erotica online e un drammatico incontro in periferia tra due ragazzi – è la ricostruzione di una sostituzione, di un furto di identità, di un omicidio, di una ferita che continua a non rimarginarsi: un taglio che non si chiude mai, perde sangue, sempre alla stessa ora, sempre la stessa notte, tutto si ripete: una tavola imbandita, prima di una cena importante, una cena a cui arriverà un figlio che non è per davvero il figlio. E l’unica cosa che resta è il fango che invade la sala da pranzo e lo trasforma in qualcosa di diverso, un posto dove non si può più mangiare.