Riccardo Favaro

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Nasce a Treviso il 16 Marzo 1994. Dopo gli studi classici si trasferisce a Milano, dove si diploma come drammaturgo presso la Scuola di Teatro Paolo Grassi e lavora curando adattamenti per le regie di Giampiero Solari. Tra i finalisti del Premio Riccione-Tondelli nel 2017 con il testo Nastro 2, vince il Premio Scenario 2019 con lo spettacolo Una Vera Tragedia di cui è autore e co-regista, insieme ad Alessandro Bandini (prod. LAC Lugano Arte e Cultura, Teatro-i). Sempre nel 2019 debutta presso la Biennale Teatro di Venezia con Saul (menzione speciale Biennale College), scritto con Giovanni Ortoleva. Lavora ed è ospite come drammaturgo per il Festival del Teatro Greco di Siracusa (2018), il FIT Festival di Lugano ed il Festival delle Colline Torinesi (2020). Dal 2019 inizia a collaborare con Carmelo Rifici che lo chiama come membro del comitato editoriale di Lingua Madre – Capsule per il futuro (LAC), progetto che si aggiudica il Premio Hystrio Digital-Stage e il Premio Ubu Speciale, entrambi nel 2021. Nell’ambito dello stesso palinsesto scrive Analisi Logica, drammaturgia in forma di saggio di cui Fabio Condemi firma regia, scene e costumi. Per il Piccolo Teatro di Milano firma la riscrittura di Doppio Sogno (Traumnovelle, da Arthur Schnitzler) con la regia di Carmelo Rifici (prod. Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa). È tra i soci di Situazione Drammatica, progetto di lettura e divulgazione di testi teatrali originali, partecipando alla prima rassegna (Teatro Carcano, Milano 2021), con il testo Ultima Spiaggia. Sempre nell’ambito di progetti sulla drammaturgia contemporanea partecipa ad Abbecedario per il mondo nuovo per il Piccolo Teatro di Milano e PubblicAzione (Se non potessi più e Antagonista) con Teatro-i.

Buchi Bianchi

Una tavola imbandita, prima di cena, prima di una cena importante, una serata in cui festeggiare. L’attesa per l’arrivo di un figlio che si rivela non essere per davvero il figlio ma un altro ragazzo. Così come il padre (Vater) e la madre (Mum) nel corso della serata non restano i genitori ma cambiano, assieme al ragazzo (Chico), provando a cercare ricordi, sensazioni, un passato comune, costituendo e disgregando un nucleo familiare che non può esistere se non attraverso relazioni che feriscano l’altro. E al termine della notte, che non è ancora il giorno, la polizia ritrova il corpo di un altro ragazzo nel bagagliaio di un’auto. Tutto quello che segue – una chat erotica online e un drammatico incontro in periferia tra due ragazzi – è la ricostruzione di una sostituzione, di un furto di identità, di un omicidio, di una ferita che continua a non rimarginarsi: un taglio che non si chiude mai, perde sangue, sempre alla stessa ora, sempre la stessa notte, tutto si ripete: una tavola imbandita, prima di una cena importante, una cena a cui arriverà un figlio che non è per davvero il figlio. E l’unica cosa che resta è il fango che invade la sala da pranzo e lo trasforma in qualcosa di diverso, un posto dove non si può più mangiare.

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